Trasporto rifiuti di propria produzione: necessaria iscrizione all’Albo Gestori Ambientali

Si ricordano alcune importanti regole per il trasporto dei rifiuti speciali.

Il trasporto dei rifiuti speciali derivanti dallo svolgimento della propria attività imprenditoriale (es. imballaggi in carta, imballaggi in plastica, tonerolio esausto, ecc.) verso i centri di smaltimento o le isole ecologiche è normato dal D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (T.U. ambientale) e può avvenire con le seguenti modalità:

  • incarico conferito ad una ditta specializzata regolarmente iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali per il ritiro e il trasporto del rifiuto;
  • trasporto dei rifiuti con mezzi propri, previa iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali cat. 2bis (ex art. 212 c. 8 Dlgs. 152/06 – trasporto dei propri rifiuti).

Non è quindi possibile trasportare i rifiuti senza essere in possesso di regolare iscrizione all’Albo Nazionale  Gestori Ambientali.

 

L’iscrizione all’ Albo Nazionale Gestori Ambientali cat. 2bis (ex art. 212 c. 8 Dlgs. 152/06 – trasporto dei propri rifiuti) deve essere inviata telematicamente utilizzando il portale dell’Albo e sostenendo i costi iniziali di iscrizione. L’iscrizione è valida 10 anni e deve essere rinnovata ogni anno entro il 30 aprile pagando il diritto annuo di 50 euro. Eventuali modifiche alle informazioni aziendali (ad es. ragione sociale o targhe degli automezzi autorizzati) dovranno essere tempestivamente comunicate.

Sanzioni previste

Gli organi preposti stanno effettuando il controllo delle aziende che hanno effettuato trasporto di tali rifiuti senza l’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali, consultando gli accessi effettuati alle isole ecologiche.

Il trasporto da parte di soggetto con partita Iva non iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali è punibile con:

  • la pena dell’arresto da tre mesi a un anno o con l’ammenda da 2.600 euro a 26.000 euro se si tratta di rifiuti non pericolosi;
  • la pena dell’arresto da sei mesi a due anni e con l’ammenda da 2.600 euro a 26.000 euro se si tratta di rifiuti pericolosi (ai sensi e per gli effetti dell’art. 256, comma 1 lett. a) del D.lgs 152/06).

In base all’art. 318-quater comma 2, la sanzione è pari a un quarto del massimo dell’ammenda stabilita per la contravvenzione commessa.

 

Per consulenza, presentazione delle pratiche e ulteriori chiarimenti:

UFFICIO SICUREZZA, AMBIENTE, IGIENE
tel. 0173/226611
e-mail servizi@acaweb.it

 

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