Con l’approvazione del decreto 23 dicembre 2021, il Ministero delle Politiche Agricole ha approvato le deroghe alla resa massima di uva ad ettaro prevista per i vini generici (diversa da quella rivendicata per produrre vini a DOP/IGP), che è di 30 tonnellate.
In particolare il decreto prevede:
– le aree vitate nelle quali è ammessa una resa di uva per ettaro fino a 40 tonnellate che sono individuate a livello comunale,
– le aree sono individuate sulla base delle rese medie comunali superiori alle 30 ton/ha, come risultanti dalle dichiarazioni di vendemmia presentate annualmente e relative alle ultime cinque campagne vitivinicole (2015-2019), escludendo la campagna con la resa più alta e quella con la resa più bassa,
– entro il 31 gennaio 2022, le Regioni potranno richiedere al Ministero di apportare eventuali integrazioni, sulla base della verifica che almeno il 25% dei produttori, che insistono nel Comune per il quale si chiede l’iscrizione, abbia registrato una resa produttiva superiore alle 30 tonnellate per ettaro, in almeno un’annualità tra il 2015 e il 2019,
– entro il 31 gennaio di ciascun anno, le Regioni potranno richiedere al Ministero l’esclusione delle aree vitate ricadenti nel proprio territorio.
Nell’Allegato I del decreto, contenete l’elenco delle regioni e dei comuni ove è consentita una resa massima di uva per ettaro fino a 40 tonnellate, non risultano comuni o aree della Regione Piemonte.
Per il mancato rispetto di quanto normato nel decreto si applicano le sanzioni previste dalla Legge.
Per informazioni:
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