Ambienti confinati o sospetti di inquinamento: quando certificare il contratto di lavoro

L’INL Ispettorato Nazionale del Lavoro, attraverso la sua Direzione Centrale vigilanza e sicurezza del lavoro, ha chiarito l’obbligatorietà della certificazione dei contratti per il personale impiegato nei lavori in ambienti confinati o sospetti di inquinamento 

L’INL per prima cosa ha fatto il punto su quanto previsto dal DPR 177/2011, focalizzandosi sui punti del decreto che si riferiscono alla qualifica delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento e negli ambienti confinati, in particolare: 

  • L’art. 2 del D.P.R. n. 177/2011 prevede che qualsiasi attività lavorativa possa essere svolta con un’applicazione rigorosa ed integrale delle norme di sicurezza in materia di valutazione dei rischi, sorveglianza sanitaria ed adozione delle misure di gestione delle emergenze per tutte le tipologie di azienda, compresi i lavoratori autonomi. 
  • Almeno il 30 per cento della forza lavoro deve avere esperienza almeno triennale in lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, essere “assunta con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ovvero anche con altre tipologie contrattuali o di appalto, a condizione, in questa seconda ipotesi, che i relativi contratti siano stati preventivamente certificati”. Tale esperienza deve essere necessariamente in possesso dei lavoratori che svolgono le funzioni di preposto. 
  • Non è ammesso il ricorso a subappalti, se non autorizzati espressamente dal datore di lavoro committente e certificati. 

Quali contratti devono essere certificati? 

Il personale impiegato in ambienti sospetti di inquinamento e negli ambienti confinati deve occupare almeno il 30% di lavoratori qualificati, con esperienza almeno triennale e con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Nel caso l’impresa decida di utilizzare personale con altre tipologie contrattuali, l’impresa dovrà procedere alla certificazione del contratto di lavoro. 

Al fine di non sovraccaricare l’attività delle Commissioni di certificazione e di evitare possibili contenziosi, l’INL ha precisato che, ad ora, debba essere osservata una interpretazione “letterale” dello stesso D.P.R. n. 177/2011 secondo la quale sono oggetto di certificazione esclusivamente i contratti di lavoro c.d. “atipici” e non anche i contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. 

Qualora le attività in ambienti sospetti di inquinamento e negli ambienti confinati siano affidate in appalto, dovranno essere certificati i contratti di lavoro del personale utilizzato dall’appaltatore ma non sarà necessario certificare anche il contratto “commerciale” di appalto. Tali certificazioni potranno essere utilizzate dall’appaltatore per tutta la durata dei rapporti di lavoro cui si riferiscono, a prescindere che la certificazione sia stata effettuata in occasione di uno specifico appalto. 

Nel caso in cui i lavori in spazi confinati vengano svolti in forza di un contratto di appalto, occorrerà certificare i relativi contratti di lavoro del personale utilizzato dall’appaltatore, ancorché siano contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Qualora un’impresa operi in spazi confinati con contratto di appalto, dovrà certificare i contratti di tutti i lavoratori impegnati in tali lavori, anche se di tipo a tempo indeterminato. 

Il ricorso al subappalto nelle attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinati è ammesso solo se autorizzato dal committente e certificato. 

Infine, certificando i contratti di lavoro del personale utilizzato dall’appaltatore, si ha in qualche modo l’evidenza delle regolarità dell’appalto sia in merito ai requisiti di esperienza richiesti per i lavoratori dalla norma che ai trattamenti retributivi e normativi riservati al personale. 

Dove certificare i contratti di lavoro del personale? 

Per la certificazione dei contratti di lavoro del personale ci si può rivolgere a: Ispettorato del lavoro, Province, Consigli provinciali dell’Ordine dei consulenti del lavoro, Enti bilaterali regionali o provinciali, Università o Fondazioni Universitarie. 

Quali elementi verificare nella certificazione? 

La Commissione di certificazione deve verificare la sussistenza dei requisiti organizzativi e, in riferimento alle tipologie contrattuali dei lavoratori impiegati e alla loro esperienza professionale, il possesso del DURC in capo all’impresa, l’applicazione integrale del CCNL, gli adempimenti compiuti dal committente in relazione alla verifica dell’idoneità tecnico-professionale. 

 

Per informazioni
UFFICIO SICUREZZA, AMBIENTE, IGIENE
tel. 0173/226611
e-mail servizi@acaweb.it

 

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