Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 5 gennaio del Decreto interministeriale che disciplina il regime fiscale e le accise, a partire dal 1 gennaio 2026 in Italia è possibile produrre bevande dealcolate dal vino.
Sono esclusi dalla pratica di dealcolizzazione totale (gradazione alcolica finale del prodotto inferiore a 0,5% Vol) o parziale (gradazione alcolica finale del prodotto compresa tra 0,5% e 8,5% Vol) tutti i vini IGT e DOP.
Il decreto prevede la possibilità di estrarre alcol etilico dal vino a patto di rispettare condizioni tecniche e fiscali a garanzia degli interessi erariali, nello specifico sono previste disposizioni differenti a seconda dei quantitativi annualmente prodotti.
Questo nuovo tipo di attività prevede la titolarità di una licenza di deposito fiscale e la presentazione di un’istanza per richiedere l’autorizzazione a produrre all’Ufficio delle Dogane competente per territorio. L’alcol ottenuto sarà sottoposto ad accertamenti da parte dei funzionari dell’Agenzia delle Dogane ed i titolari dell’impianto dovranno tenere un registro vidimato dove annotare puntualmente ogni movimentazione.
Sui mercati di tutto il mondo i dealcolati e i vini parzialmente dealcolati stanno registrando un interesse sempre maggiore. Oltre alle incombenze previste dalla nuova norma, si deve tenere conto che la tecnologia di produzione non è semplice e al momento l’allestimento di un impianto risulta molto costoso.
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