SOCIETÀ A CONTROLLO PUBBLICO: OBBLIGO DI RICOGNIZIONE DEL PERSONALE IN SERVIZIO E DI SEGNALAZIONE DELLE EVENTUALI ECCEDENZE – SCADENZA 30 SETTEMBRE 2021

 

Entro il 30 settembre 2021 le società a controllo pubblico dovranno effettuare la ricognizione del personale in servizio, per individuare eventuali eccedenze e segnalarle alla Regione competente per consentirle di proporre processi di mobilità in ambito regionale.

L’elenco del personale eventualmente eccedente, con la puntuale indicazione dei profili posseduti da ciascun lavoratore, dovrà essere trasmesso alla Regione nel cui territorio la società ha sede legale.

Riferimento normativo: D.L. 30 dicembre 2019, n. 162 (c.d. “Decreto milleproroghe 2020”), convertito, con modificazioni, in Legge 28 febbraio 2020, n. 8.

“Art. 25 (Disposizioni in materia di personale).

Entro il 30 settembre di ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, le società a Controllo pubblico effettuano una ricognizione del personale in servizio, per individuare eventuali eccedenze, anche in relazione a quanto previsto dall’articolo 24. L’elenco del personale eccedente, con la puntuale indicazione dei profili posseduti, è trasmesso alla regione nel cui territorio la società ha sede legale secondo modalità’ stabilite con decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  delle politiche sociali, di  concerto  con  il  Ministro  per  la  pubblica amministrazione e con il  Ministro  dell’economia  e  delle  finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi  dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131.

Le regioni formano e gestiscono l’elenco dei   lavoratori dichiarati eccedenti ai sensi del comma 1 e agevolano processi di mobilità in ambito regionale, con le modalità stabilite dal decreto previsto dal medesimo comma 1 e previo accordo con le  organizzazioni sindacali    comparativamente    più    rappresentative,     tramite riallocazione totale o parziale del  personale  in  eccedenza  presso altre società’ controllate dal medesimo ente o da  altri  enti  della stessa regione, sulla base di un accordo tra le società interessate.

Decorsi dodici mesi dalla scadenza dei termini di cui al comma 1, le regioni trasmettono gli elenchi dei lavoratori dichiarati eccedenti e non ricollocati all’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, che gestisce, d’intesa con ciascuna regione territorialmente competente, l’elenco dei lavoratori   dichiarati eccedenti e non ricollocati”.

 

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