Sentenze di lavoro

Lite tra dipendenti, licenziabile chi non si limita a difendersi ma aggredisce

I giudici hanno confermato la decisione del Tribunale milanese che aveva rigettato il ricorso proposto dal lavoratore avverso il provvedimento espulsivo a lui irrogato per un «diverbio litigioso con toni molto accesi, parolacce offensive e insulti…seguito dalle vie di fatto». Ciò che conta, secondo la Corte milanese, è «la condotta del dipendente che non si limita ad una reazione esclusivamente difensiva, ma aggredisce il collega». Tale accertamento è stato valutato, infatti, dirimente «sia per la ipotesi tipizzata dalla contrattazione collettiva (“diverbio litigioso seguito da via di fatto”) sia soprattutto per la riconducibilità del caso concreto all’articolo 2119 del Codice civile»; da qui la legittimità del licenziamento per giusta causa.

(Corte d’appello di Milano, sentenza 853/2025)

  

Sentenza: gli inadempimenti per il licenziamento disciplinare

I giudici, nel caso in esame, colgono l’occasione per stabilire che deve essere considerato licenziamento disciplinare ogni licenziamento che sia motivato dal datore di lavoro con l’imputazione al dipendente di un grave inadempimento in senso lato, quale giustificato motivo soggettivo ovvero giusta causa del recesso; esulano dal licenziamento ontologicamente disciplinare il giustificato motivo oggettivo di licenziamento, perché conseguente da ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa, fatti diversi dalla inadempienza contrattuale del lavoratore

(Tribunale di Bari, sezione Lavoro, sentenza n. 3885/2025)

 

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