Sentenze di lavoro

Ad un torneo di calcio durante la malattia: lavoratore licenziato 

Il caso in esame ha riguardato un dipendente licenziato perché partecipava ad un torneo di calcio (programmato già da tempo) durante l’assenza dal lavoro per malattia. I giudici hanno avvalorato la sanzione espulsiva comminata dall’azienda datrice di lavoro asserendo che lo svolgimento di altra attività lavorativa da parte del dipendente, durante lo stato di malattia, può configurare la violazione degli specifici obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà, nonché dei doveri generali di correttezza e buona fede. La Corte ha poi aggiunto che ha ritenuto “aggravante” il fatto che tale attività durante la malattia sia stata svolta all’esterno, quasi come se solo questo fattore sia stato sufficiente a far presumere l’inesistenza della malattia (o quantomeno era un comportamento che poteva aggravare lo stato di salute). 

(Corte di Cassazione, Ordinanza n. 23852/2024) 

 

Licenziato chi denigra il datore sui social 

La Corte ha stabilito la legittimità del licenziamento di un dipendente a causa del comportamento lesivo del rapporto fiduciario con l’azienda. Nel caso specifico il lavoratore aveva dapprima pubblicato un post denigratorio nei confronti del datore sul social media Meta Facebook, dopodiché era stato licenziato e poi reintegrato. Dopo la reintegra, ha di nuovo pubblicato dei contenuti diffamatori nei confronti dell’azienda, la quale procedeva a licenziarlo nuovamente. Il lavoratore impugnava anche il secondo licenziamento. I giudici questa volta non hanno avuto dubbi ritenendo che il comportamento del lavoratore fosse stato irrimediabilmente lesivo del rapporto fiduciario tra le parti.  

(Corte di Cassazione, Ordinanza n. 13764/2024) 

 

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