SANGALLI: NELLA MANOVRA IL GOVERNO TAGLI IL CARICO FISCALE

Anche le imprese devono beneficiare di tagli fiscali. Lo sostiene a gran voce il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, nei giorni nei quali il governo si prepara a varare la manovra per il 2022, quando i sindacati vorrebbero che gli 8 miliardi di sgravi fossero destinati esclusivamente a lavoratori dipendenti e pensionati.

Dichiara il capo della confederazione datoriale che rappresenta le imprese di commercio, turismo e servizi: «Le imprese hanno ricevuto contributo a fondo perduto in una misura neanche lontanamente sufficiente a compensare le perdite, mentre quanto ricevuto sottoforma di credito agevolato, quando anche garantito dallo Stato, andrà comunque rimborsato».

Il governo sembra orientato ad intervenire sia sull’Irpef – l’imposta sulle persone fisiche – , sia sull’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive.

Secondo il capo di Confcommercio entrambe le leve devono essere utilizzate, ma occorre soprattutto prestare attenzione alla prospettiva di ricaduta sulle imprese del terziario di mercato dei costi per l’introduzione di nuovi ammortizzatori sociali. «Non possiamo pagarli noi» statuisce Sangalli, secondo il quale le imprese non sono in condizione di sostenere tali costi, già attualmente gravosi. Il periodo critico da cui si sta cominciando ad uscire richiederebbe quantomeno una gradualità applicativa dei nuovi oneri.

Per non parlare del fatto che, all’origine, manca ancora quel taglio reale ed incisivo – come richiesto ormai da molti anni dalle associazioni datoriali e da Confcommercio in particolare – del cosiddetto “cuneo fiscale”, che alleggerisca il costo del lavoro soprattutto per le piccole e medie imprese.

«Per questo – prosegue Sangalli – abbiamo chiesto a Draghi e al ministro del Lavoro Orlando una riduzione di altre componenti del cuneo contributivo: il contributo per gli assegni familiari anche in considerazione del nuovo assegno unico, i contributi Inail e per la malattia».

Tra le misure che servono ai nostri settori: moratorie fiscali, creditizie e di ristrutturazione dei debiti bancari, ma anche crediti d’imposta dedicati, come ad esempio per le locazioni commerciali e per le giacenze di magazzino del settore moda.

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