Piccoli negozi e qualità di vita: indagine Confcommercio

Per 9 italiani su 10 la ricchezza di esercizi di vicinato rappresenta un punto importante nella ricerca del quartiere in cui vivere. È quanto è emerso dall’indagine realizzata ad aprile 2024 da Confcommercio in collaborazione con la società di sondaggi Swg – e divulgata nei giorni scorsi – nell’ambito del progetto Cities, che si occupa di contra- stare la desertificazione commerciale nelle città italiane e sviluppare il valore sociale delle economie di prossimità.

Secondo l’88% degli intervistati, le piccole attività orientano le preferenze insediative dei cittadini, oltre a influenzare il valore degli immobili, che aumenterebbe almeno del 20%.

La forte presenza di negozi ha anche ricadute sulla socia- lità, come testimoniato dai due terzi degli intervistati. I piccoli negozi rappresentano un’occasione di incontro, rafforzando l’appartenenza e la coesione di una società, assicurando un servizio attento alle persone fragili e offrendo maggiori sicurezza e garanzia di cura dello spazio pubblico.

Quando si tratta di consumi quotidiani, come farmaci o tabacchi, gli acquisti vengono effettuati solitamente vicino all’abitazione. Perché allora spesso si compra fuori dal proprio quartiere o dal proprio paese? La risposta risiede nell’incremento della desertificazione commerciale, cioè del calo o della totale assenza di negozi tradizionali vicino al proprio domicilio. Una situazione sconfortante per la maggior parte degli intervistati, che ha dichiarato di assistere con tristezza alla chiusura dei negozi della propria città, ritenendo che questo fenomeno danneggi la qualità della vita nella zona di residenza.

Rispetto a questo processo lo studio evidenzia differenze geografiche e per dimensione urbana. Se infatti al Nord questa situazione viene segnalata dal 43% degli intervistati, con un conseguente aumento del degrado e del rischio di esclusione degli anziani, al Sud la percentuale scende al 31%, anche se comunque preoccupano il livello di occupazione e il rischio di spopolamento. Inoltre, le chiusure sono percepite maggiormente nelle città tra i 100 e i 250mila abitanti, meno invece in quelle tra i 30 e i 100mila.

Nei quartieri della città di Alba e nel nostro territorio, costellato di piccoli borghi in zone collinari, i negozi tradizionali rivestono un’importanza fondamentale: presidio sociale, di sicurezza e legalità e nello specifico, per quanto riguarda i paesi, un contributo fondamentale all’identità dei luoghi, oltre che un punto di riferimento “multiservizio” quando riescono a differenziare e moltiplicare l’offerta:

«Lo studio di Confcommercio attesta con dati asseverati una realtà ormai inconfutabile – afferma il presidente Aca Giuliano Viglione –. Non a caso, sia come Aca nei mesi scorsi e sia recentemente come Confcommercio Piemonte, abbiamo ribadito alla Giunta regionale la richiesta di un impegno tangibile a sostegno delle imprese che scelgono di rimanere e ampliarsi nelle località più periferiche».

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