UNA NUOVA “ALBA” È SORTA SULLA PIAZZA MICHELE FERRERO


Dal 29 settembre scorso la città di Alba ha un nuovo simbolo. Si tratta di “Alba”, la gigantesca bimba il cui profilo si intuisce disegnato nell'aria, a sormontare la nuova fontana che, insieme a un restyling generale, ha rinnovato il volto di piazza Michele Ferrero. La scultura si deve all'artista albese Valerio Berruti ed è stata donata alla Città dalla famiglia Ferrero, in memoria del compianto patron dell'azienda, Michele, cui è dedicata la ex piazza Savona, la piazza degli affari, o, come ha detto il figlio Giovanni durante il suo intervento inaugurale, dell'ingegno, da sempre contrapposta e concorrente per importanza alla piazza delle istituzioni e della spiritualità, piazza Risorgimento meglio nota come piazza Duomo, a cui la collega via Vittorio Emanuele II, per tutti la “via Maestra”. In un abbraccio corale, scaturito dal numeroso pubblico intervenuto e da un prestigioso parterre, la scultura è stata svelata nella sera del giorno dedicato a San Michele Arcangelo, per volere della famiglia Ferrero in onore del proprio caro. Anfitrioni della cerimonia, il sindaco di Alba Carlo Bo con l'assessore al Turismo Emanuele Bolla, la giornalista Valentina Tosoni a coordinare gli interventi del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, del direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi Arturo Galansino, dell'artista autore dell'opera Valerio Berruti, del presidente esecutivo del Gruppo Ferrero, Giovanni Ferrero, presente con la madre Maria Franca e con tutta la famiglia. Molto apprezzato l'accompagnamento musicale del pianoforte delicato ed intenso del giovane e talentuoso Emiliano Blangero.

UNA BIMBA GRANDE

Alta 12,5 metri, realizzata in acciaio, “Alba” è una figura infantile che sembra schermirsi di fronte al mondo, a significare la proverbiale riservatezza langhetta e peculiarità universalmente riconosciuta alla famiglia del colosso dolciario, che sulla stele che accompagna la scultura ha voluto far incidere la seguente frase: “Nella piazza intitolata al nostro amatissimo ed indimenticabile Michele, che ha sempre rivolto il suo sguardo al nuovo e al possibile, le figure lievi e decise di Valerio Berruti ispirano i nostri pensieri e le nostre speranze”. L’opera è un monumento alla vita, un monito rivolto allo spettatore che intende riportarlo al periodo dell’infanzia, il momento della vita in cui tutto può ancora avvenire.

PIAZZA FERRERO, FU SAVONA, GIÀ UMBERTO

I lavori di restyling di piazza Ferrero sono stati avviati nell'aprile 2021 ed hanno condotto, oltre che all'installazione della scultura di Berruti, al rifacimento della pavimentazione nella parte centrale in sostituzione della precedente, precocemente ammalorata, nonché alla demolizione della precedente fontana, la cui struttura non aveva mai incontrato una completa approvazione da parte degli albesi. La piazza fu progettata nel 1845 dall'architetto Giorgio Busca – artefice, tra l'altro, del Teatro Sociale che oggi porta il suo nome – e oltre ad essere sede del casello daziario, ospitò manifestazioni e mercati. Successivamente intitolata a re Umberto I e nel 1944 a Ettore Muti, ritorno “Savona” nel 1951 per riaffermare i vincoli commerciali e industriali tra la città e la Liguria. Dal secondo dopoguerra la piazza Savona fu legata a doppio filo con la famiglia Ferrero. Alla fine degli anni Cinquanta la signora Ottavia Amerio Ferrero fece realizzare la fontana che abbelliva la piazza, dedicandola alla memoria del marito Giovanni, zio di Michele. La fontana, decorata con pannelli dello scultore Angelo Grilli, rappresentanti i simboli degli Evangelisti le cui iniziali

compongono il nome della Città, fu inaugurata il 1 maggio 1959. Dopo la risistemazione del 2009, il 29 settembre 2015 piazza Savona è diventata piazza Michele Ferrero, dedicata all’imprenditore Medaglia d’Oro della Città di Alba e Cavaliere del Lavoro e di Gran Croce scomparso il 14 febbraio 2015 a Montecarlo.

LE PAROLE DI GIOVANNI FERRERO: «NON TRADIREMO MAI ALBA»

«È un motivo di profondo orgoglio per tutti noi essere qui stasera – ha detto Giovanni Ferrero -. Un momento per rispolverare quelle che sono le nostre radici, il nostro rapporto profondo con l’eredità storica di questa città e il senso di condivisione di questa comunità. Ho pensato a una metafora della vita, un arco che più si tende la corda indietro e più si sa che la freccia andrà avanti, lontano. Solo chi ha una comprensione profonda, un rapporto autentico, un senso dei valori vincolato alle proprie radici potrà andare avanti nel mondo, globalizzarsi, internazionalizzarsi, perché la forza che le nostre radici ci danno è la forza di essere sempre fedeli a se stessi. L’albesità ha molto a che fare con l’ingegno, la capacità di lavoro e di risollevarsi a fronte di qualsiasi evenienza negativa. Credo che oggi più che mai abbiamo bisogno di coraggio e fiducia. In questa piazza si celebra l’ingegno albese, la facoltà di saper guardare oltre, di spostare le frontiere del possibile, di provare con audacia a immaginarsi un futuro altro. Con dedizione, con sacrificio, forza di volontà avete sempre dato un eccellente esempio di come rialzarsi e potercela fare. L’albese non solo guarda al futuro, ma riesce anche, con un passaggio di staffetta generazionale, a tramandare l’esempio alle generazioni che verranno. Gente capace di rimanere fedele a se stessa nel tempo e al contempo reinventarsi. Questa statua, di una poetica e un lirismo struggenti, rappresenta bene la capacità di guardare con occhi nuovi al domani, come sanno fare i bambini. Voi siete il più grande esempio di cui mio padre andrebbe fiero e sappiate che il rapporto tra Ferrero e Alba è un rapporto indissolubile, un rapporto di sangue. Alba non ci ha mai traditi e noi non tradiremo mai Alba».

Statua Berruti2

Statua Berruti3