INIZIA LA RIPRESA, ATTENZIONE ALLE TRUFFE SULLE PROPOSTE DI PERSONALE A BASSO COSTO!

 

IN VISTA DELLA TANTO ATTESA RIPRESA CHE SI STA MANIFESTANDO IN UNA DIMINUZIONE DELLE RESTRIZIONI CAUSA PANDEMIA – SPERANDO NON SEGUANO PIÙ PERIODI DI CHIUSURE O LIMITAZIONI – RITENIAMO OPPORTUNO SEGNALARE, ALLE AZIENDE ASSOCIATE, CHE ABBIAMO NOTIZIA CIRCA L’OPERATO DI ALCUNE SOCIETÀ CHE SI PROPONGONO COME FORNITORE MULTISERVIZI A TARIFFE VANTAGGIOSISSIME, A CUI, PERO’, BISOGNA PRESTARE PARTICOLARE ATTENZIONE (COSTI MOLTO BASSI PER IL PERSONALE POSSONO FAR GOLA, SOPRATTUTTO IN QUESTO PERIODO STORICO).

LE AZIENDE CHE SI SONO AVVALSE DI QUESTE PSEUDO-AGENZIE PER IL LAVORO SI SONO RITROVATE SANZIONATE E SONO STATE COSTRETTE A PAGARE DI TASCA LORO LE RETRIBUZIONI E I CONTRIBUTI NON VERSATI, A FAVORE DEI LAVORATORI IRREGOLARMENTE UTILIZZATI.

Questo increscioso fenomeno ormai si è allargato a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale, arrivando a colpire anche i nostri territori.

Pertanto, può accadere che vi si propone somministrazione di manodopera, effettuata però in frode alla legge, poiché il soggetto somministratore non è dotato delle necessarie autorizzazioni. In aggiunta, si ha notizia del mancato versamento dei contributi previdenziali per le prestazioni effettuate dai lavoratori coinvolti, anch’essi ignari. Di solito queste pseudo-agenzie si presentano agli imprenditori con una proposta “allettante”, cioè offrendo condizioni molto vantaggiose, talvolta dichiarando ingannevolmente anche che le loro condizioni sono più vantaggiose rispetto alle società di somministrazione regolarmente autorizzate. Il loro guadagno si sostanzia sul servizio offerto e, spesso, a spese del lavoratore, che non riceve parte dello stipendio, TFR o i contributi.

L’ Associazione Commercianti Albesi intende dare un forte segnale al fine di evitare che delle aziende si ritrovino coinvolte in queste truffe. Imprese già messe a dura prova dall’attuale crisi. Infatti le “prede” preferite di tali società truffaldine sono le pmi e nei nostri territori possono per l’appunto presentarsi ai negozi, ai pubblici esercizi, ai bar, ai ristoranti, agli alberghi. In vista delle recenti riaperture, nonostante la pandemia sia ancora in corso, è importante prestare particolare attenzione ad eventuali impostori. In qualsiasi caso, o per qualsiasi dubbio, non esitate a contattare i nostri uffici, prima di sottoscrivere qualsiasi atto o contratto (neanche un preventivo!).

COSA RISCHIA L’AZIENDA

Le imprese, forse attratte dal risparmio iniziale, in realtà finiscono per pagare due volte. La prima perché pagano la società (truffaldina) facendo transitare i soldi dello stipendio che tali pseudo-agenzie dovrebbero distribuire a loro volta ai lavoratori. La seconda per l’arrivo della visita ispettiva. Se la visita accerta l’illecito, l’azienda è costretta a pagare anche la sanzione pecuniaria. Per una piccola impresa che magari ha affidato più lavoratori ad una tale società, l’ammontare della sanzione può essere piuttosto rilevante. Infatti la sanzione parte da 50 euro al giorno e per ciascun lavoratore occupato. In più, vi sarà la contribuzione poi da versare all’Inps in qualità di responsabile in solido.

Si parla di strutture molto organizzate che si avvalgono di professionisti che girano il nostro belpaese e colpiscono le aziende medio-piccole del settore che va per la maggiore nell’area interessata. Tali situazioni purtroppo si sono già verificate in più zone d’Italia, anche qui da noi, ad Alba. In sostanza, le aziende che cadono nella truffa, credono di risparmiare sui costi del personale attivando appalti genuini. Al contrario! Rischiano pesanti sanzioni pecuniarie ed altrettanto pesanti richieste economiche in ordine alla mancata contribuzione previdenziale, nell’esecuzione di contratti di fornitura di manodopera stipulati.

COSA RISCHIA IL LAVORATORE

Questo vortice criminoso può colpire, oltreché le imprese, anche i lavoratori stessi: il dipendente “somministrato”, dopo un periodo iniziale di lavoro dove sembra tutto apparentemente regolare, può non vedersi arrivare la 13esima e allora può insospettirsi. Così contatta l’INPS e può scoprire che, quel lavoro, non era poi tanto regolare. Scopre che i contributi non sono stati versati (almeno non tutti). È un problema perché quando avrà bisogno della Naspi (disoccupazione) la cifra sarà ridotta rispetto a quella che immaginava. E ciò può valere anche per la maternità, oppure anche per la pensione: l’assegno non è quello che ci si aspettava, essendo inferiore perché i contributi non sono stati pagati come si credeva.

DIFFUSIONE DEL FENOMENO

Ormai se ne sono sentite già troppe in giro: le tristi storie hanno per protagoniste “varie società che offrono manodopera sottocosto”, per citare le parole dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Bologna che si era espresso proprio sull’argomento con un comunicato stampa del 06/09/2019.  Esse perlopiù si presentano come agenzie multiservizi impegnate nel somministrare personale, a prezzi estremamente bassi, così bassi che lucrano sulle retribuzioni dei lavoratori, evadendo la contribuzione obbligatoria (puntata del programma “Le Iene” dell’ottobre 2020). Anche il Ministero Del Lavoro aveva diramato un comunicato stampa l’8 febbraio 2018 cercando di sensibilizzare sul tema.

È notizia diffusa che attualmente sono in corso varie attività di vigilanza da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. 

 

Per ulteriori informazioni

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