DETASSAZIONE PREMI PRODUTTIVITÀ: ASPETTI CRITICI

Gli accordi sindacali, istitutivi del premio di risultato, devono infatti, per l’Agenzia, prevedere criteri di misurazione e verifica degli incrementi di produttività rispetto ad un periodo congruo definito nell’ambito dell’intesa.

Al termine di tale periodo, ovvero di quello per cui è fissata la maturazione del premio, deve potersi oggettivamente verificare un incremento della produttività aziendale, ovvero della redditività, costituenti il presupposto per l’applicazione del regime agevolato.

L’Agenzia non definisce quale sia la durata del “periodo congruo”, rimettendola alla contrattazione di secondo livello.

Essa può essere indifferentemente annuale, pluriennale o minore di un anno.

Ciò che rileva, infatti, è che il risultato conseguito dall’azienda in tale periodo sia misurabile e risulti migliore rispetto al risultato antecedente l’inizio del periodo stesso.

Non è, pertanto sufficiente che l’obiettivo prefissato dalla contrattazione di secondo livello sia raggiunto. È necessario che il risultato di produttività o di reddito dell’azienda debba risultare incrementale rispetto al risultato che l’azienda aveva conseguito nel periodo antecedente a quello definito nell’accordo come il periodo da misurare per la maturazione del premio.

Resta fermo che, se al termine del periodo congruo non si registrasse l’incremento dell’obiettivo individuato e il datore di lavoro avesse comunque erogato il premio di risultato applicando il regime agevolativo, egli sarà tenuto, in occasione del pagamento della prima retribuzione utile, al recupero delle imposte non versate in occasione dell’erogazione del premio al lavoratore.

  

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