CORTEMILIA: «LA NOCCIOLA È IL VOLANO DELLA NOSTRA ECONOMIA»

  
 

Roberto Bodrito ha appena iniziato il secondo mandato da sindaco del Comune di Cortemilia, cittadina riconosciuta quale principale centro della Valle Bormida cuneese e presidio strategico per la trasformazione della nocciola Piemonte Igp, nonché punto di riferimento per il mondo corilicolo dell’Alta Langa.

Negli ultimi mesi l’emergenza sanitaria ha creato enormi difficoltà, soprattutto a chi opera con turisti provenienti da tutto il mondo e si trova oggi privato di questa importantissima platea.

 

Quali le ripercussioni a Cortemilia per il turismo ed il commercio?

«Per quanto riguarda il comune di Cortemilia, nonostante tutto abbiamo notato un buon numero di presenze nel periodo estivo, certamente provenienti da territori adiacenti, meno stranieri. Quest’anno sono state prese in particolare considerazione le seconde case, dove anche chi mancava da un po’ di tempo è ritornato. Le peculiarità del nostro territorio, fatto di ampi spazi e ottime possibilità di distanziamento, hanno deposto a favore di questo fenomeno».

 

Quali iniziative concrete ha attivato il Comune per sostenere le attività, durante il difficile periodo dell’emergenza sanitaria?

«Confrontandoci anche con l’Associazione Commercianti Albesi, abbiamo pubblicato sul sito internet del Comune i negozi disponibili ad effettuare le consegne a domicilio, per dare respiro alle attività durante il lockdown.

Inoltre non abbiamo voluto rinunciare ad organizzare la Fiera della Nocciola, che da quest’anno si fregia del titolo di “nazionale”: è stata un’edizione chiaramente condizionata dall’emergenza sanitaria, tuttavia si è svolta in piena sicurezza ed ha portato movimento, anche a favore delle attività commerciali. Mi auguro che a beneficiarne siano stati coloro che hanno patito maggiormente il periodo di chiusura. Non è stato facile, ma credo opportuno».

 

Vi sono nuove attività che hanno aperto nell’ultimo anno? In quali settori? Quale messaggio vuole dare a questi “imprenditori coraggiosi”?

«In linea generale posso dire che c’è stata una sostanziale tenuta dell’esistente e questo, in un anno del genere, non è affatto scontato. Speriamo di poter confermare questa sensazione anche nel 2021, dopo il monitoraggio di fine anno. L’auspicio è che non ci siano pesanti ripercussioni dovute al Covid-19.

Certamente l’apertura del Wine Bar Colonna, sotto i portici di San Michele, è una buona notizia ed un segno beneaugurante: chi decide oggi di intraprendere è certamente molto motivato, ma lo è anche chi resiste e va avanti, lavorando con professionalità e ottenendo risultati».

 

Dopo un mandato e la recente conferma, come vede il futuro e lo sviluppo del paese e quali progetti sta pianificando l’Amministrazione di Cortemilia?

«Ammetto che abbiamo molta carne al fuoco. Durante la Fiera abbiamo inaugurato un museo multimediale nel Convento francescano rientrante nel progetto Cortemilia Cultura, che mette in rete le attrazioni del paese e che fino a fine settembre ci ha dato un feedback di gradimento importante.

Proseguendo in quest’ottica, intendiamo promuovere anche attraverso le attività commerciali tutte le possibilità di visita e intrattenimento, chiedendo l’aiuto degli esercenti affinché veicolino le informazioni presso la clientela e i turisti. Naturalmente è sempre attivo, a supporto, l’Ufficio turistico del Comune.

Un progetto che mi sta particolarmente a cuore, poi, è riuscire a utilizzare l’area del castello, i cui ruderi, insieme alla torre, sovrastano l’abitato. Dopo averne ottenuto la disponibilità in comodato d’uso, vorremmo indire un bando per la progettazione di un riuso nel contesto naturale nel quale è inserita, indicando precise linee guida per il rispetto della storia e del contesto.

Lavoriamo da tempo ormai allo sviluppo del turismo outdoor, che significa implementare la sentieristica anche in collaborazione con i comuni vicini.

Non tralasceremo un altro atout peculiare del nostro territorio, e cioè i terrazzamenti, che l’Unesco ha riconosciuto come Patrimonio immateriale dell’Umanità in tutto il mondo. Con l’Ecomuseo dei Terrazzamenti, l’Unione Montana ed altri comuni, vogliamo valorizzare questo bene attraverso una Scuola della Pietra, che formi operatori in grado di manutenerli. Le sapienze antiche che li hanno costruiti e curati si vanno perdendo e l’unico modo per perpetuarli nel tempo è quello di insegnare ad altre figure come occuparsene, perché no, anche introducendo colture specifiche per restituire loro la funzione agricola originaria».

 

Che cosa chiede alle istituzioni sovraordinate che – ritiene – sia indispensabile al suo come ad altri comuni del territorio per “ripartire”?

«Le imprese, la scuola, il turismo, la cittadinanza, hanno bisogno della banda larga, per ottenere connessioni internet veloci. Questo non solo per mantenerne la presenza sul territorio, ma anche per renderlo appetibile da parte di chi volesse scegliere di insediarsi qui. Le infrastrutture digitali servono anche per attrarre.

Sul fronte viabilità ci sono molte cose da fare, così come sulla sicurezza idrogeologica del territorio che è fragile, come dimostrano anche i fatti recenti. Per realizzare le opere necessarie servono norme che velocizzino i processi improntate al buon senso, diversamente vivremo costantemente nel limbo. Facciamo i conti, come tutte le amministrazioni locali, con la frustrazione di un tempo dilatato dalla burocrazia che passa tra l’idea e la sua realizzazione. Spesso, non si riescono a fare lavori necessari ed urgenti e questo è un danno per il territorio e la comunità.

La nocciola ha raggiunto negli ultimi anni una notorietà che la colloca tra i più importanti prodotti del territorio.

 

Ci sono progetti specifici per la sua filiera?

«Il peso della nocciola per Cortemilia è molto importante, sia dal punto di vista agricolo che industriale. Qui funziona un polo di trasformazione, ci sono giovani che intraprendono nel settore ed abbiamo un corso di studi specificamente dedicato. Dobbiamo dare seguito alla denominazione geografica Langhe, che qualifica ulteriormente questo frutto, e speriamo che la Fiera Nazionale della Nocciola ci consenta di realizzare eventi di più ampio respiro per promuoverla, anche perché i benefici non sono soltanto delle imprese del settore commerciale, ma di tutto il sistema territoriale e delle altre eccellenze. Insomma, la nocciola è un volano per la nostra economia».

 

ROBERTO BODRITO

 

 
 

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