CHE COSA CHIEDE IL MONDO DELLE IMPRESE DI LANGHE E ROERO ALLA REGIONE PIEMONTE

 

In occasione delle consultazioni elettorali per il rinnovo del Consiglio regionale del Piemonte e l’elezione del Governatore, l’Associazione Commercianti Albesi ha rimarcato a tutti i candidati le priorità per il mondo del commercio, del turismo e dei servizi, nonché l’esigenza di operare in una regione dinamica, competitiva, sempre più radicata nel mondo contemporaneo e con una lungimirante visione di futuro.
La crescita della nostra economia, alla quale come categoria concorriamo, è la premessa su cui si basa la prospettiva di un benessere diffuso tra tutti i cittadini piemontesi.
È grazie alle risorse economiche prodotte nella regione che anche le Amministrazioni territoriali sono messe in condizione di tutelare e valorizzare la qualità dell’ambiente urbano, migliorando la vivibilità delle città, il benessere di cittadini e turisti, la competitività delle imprese che operano nei territori.

COMMERCIO

Tra gli obiettivi che il mondo del commercio si deve porre richiamando l’attenzione della politica e della pubblica amministrazione, vi è certamente la ridefinizione di un sistema normativo regionale del commercio che superi le politiche pubbliche limitate ai singoli ambiti settoriali (commercio, urbanistica, ambiente, trasporti…) a favore di forme di programmazione sempre più integrata e interdisciplinare.

Un supplemento di riflessione – e osiamo dire autocritica – andrebbe rivolto alla programmazione delle attività economiche, superate nel tempo da una liberalizzazione responsabile di una tendenza al depauperamento che oggi inizia a coinvolgere anche strutture commerciali di medie e grandi dimensioni.
Alla Regione Piemonte chiediamo di promuovere con continuità e adeguate risorse – anche sotto forma di incentivi, sgravi fiscali o azioni che favoriscano l’insediamento – le politiche finalizzate a sostenere la competitività delle micro e piccole imprese per promuovere un’offerta commerciale non massificata, il più possibile diversificata, preferibilmente ancorata alle tipicità del territorio, costituita dai negozi e dalle botteghe di quartiere e di paese. Per questo riprendere ed ampliare gli interventi sui “luoghi del commercio” attraverso finanziamenti diretti alle amministrazioni comunali e alle attività commerciali, pare prioritario.
Da considerarsi, ove ritenuto utile, anche il concetto di negozio “di valle”, nell’ottica di un’aggregazione di imprese per settore o area territoriale.

A questo può certamente giovare un sostegno all’innovazione tecnologica specifico per le piccole e medie imprese, per consentire loro di agganciare i canali ed i percorsi della promozione, nonché i servizi di quotidiana necessità, spesso oggi dipendenti dalle reti tecnologiche (si pensi alla fatturazione elettronica e al gap della connessione internet in determinate aree, soprattutto collinari e montane) o del commercio online da integrare con quello “fisico”.

TURISMO

Vanno valorizzati tutti gli “ambienti” del turismo, nell’ottica di una più intensa e strutturata interconnessione da garantire per mezzo di collegamenti migliori. L’integrazione di strade, autostrade, ferrovie, ciclovie, percorsi per il trekking in un sistema organizzato e funzionale può permettere lo sviluppo ulteriore del settore, specie se i visitatori giungono da Paesi dove è radicata l’abitudine a spostamenti frequenti, rapidi ed affidabili, che gradiscono ritrovare nei territori oggetto delle destinazioni. Naturalmente, un occhio di riguardo va riservato ai paesaggi e all’enogastronomia. I paesaggi sono la scenografia naturale davanti alla quale si muovono gli attori – operatori del turismo e turisti stessi, ma anche amministratori pubblici ed associazioni di categoria – e nella quale, insieme, costruiscono economia giorno dopo giorno: devono essere tutelati, manutenuti, resi veramente una vetrina che esprima il genius loci del nostro territorio. Risorse utilizzabili per migliorare il decoro, la pulizia e l’estetica gioverebbero alla causa.

Quanto ai prodotti eccellenti del territorio – dai vini al tartufo bianco d’Alba, alle Nocciole delle Langhe solo per citare i più noti – e alla fitta rete di locali della ristorazione, dai più tipici ai più ricercati, che li trasforma in piatti sublimi – una sempre più convinta tutela contro la contraffazione, l’imitazione e l’illegalità costituirebbe iniziativa estremamente utile a preservare una voce importante dell’economia.

CREDITO E FONDI EUROPEI

La contrazione del credito da parte delle banche nei confronti delle imprese, acuitasi sull’onda lunga della crisi iniziata nel 2008, fa ancora sentire i suoi effetti a danno del sistema. Il mondo imprenditoriale chiede con forza da un lato una valorizzazione dei confidi, soggetti in grado di mediare tra il mondo economico e quello creditizio favorendo l’accesso ai finanziamenti da parte delle aziende; dall’altro, ritiene il ruolo della Regione fondamentale nel favorire la captazione dei fondi europei, risorse “fresche” ancora troppo poco utilizzate dal nostro Paese, dalle quali invece sia i soggetti pubblici che quelli privati possono trarre nuovo ossigeno.

FORMAZIONE

Il Piemonte ha bisogno di investire per disporre oggi ed in futuro di figure sempre più professionali in tutti i settori della sua economia. La Formazione degli operatori già occupati – che ne incrementa le competenze e conoscenze – si deve accompagnare ad un’attenzione sempre maggiore agli istituti tecnici e professionali superiori, specie a quelli di indirizzo commerciale e turistico, essendo il turismo un settore in crescita.

INFRASTRUTTURE

Questo territorio attende da decenni che la dotazione infrastrutturale sia portata al livello delle capacità e dei risultati economici dell’area.

Nonostante un’autostrada incompleta, siamo riusciti a realizzare tantissimo, in termini di PIL, di export, di turismo, raggiungendo il successo in tutti i settori dell’economia.

Ora le imprese e i cittadini, tra i principali contribuenti del Paese, esigono di ottenere il giusto riconoscimento, che la Regione deve impegnarsi a tradurre in servizi di eccellenza.

Non solo Asti-Cuneo, ma anche un sistema ferroviario all’altezza per il trasporto delle persone, non solo pendolari del lavoro e dello studio, ma tutto quel pubblico turistico che, provenendo sempre più spesso da Paesi nordeuropei, avvezzi all’impiego di efficienti mezzi pubblici, cerca anche da noi queste comodità.

E, inoltre, non dimentichiamo la fitta ed estesissima rete stradale “minore”, che innerva la provincia di Cuneo e snerva chi la percorre per le condizioni di manutenzione in cui versa, a fronte di risorse sempre più esigue a disposizione degli enti preposti.

SALUTE

Il 2019 vedrà il trasferimento delle sedi ospedaliere albese e braidese nella nuova e funzionale struttura di Verduno. Stante la dotazione tecnologica, le apparecchiature d’avanguardia ed un contesto generalmente arricchito dalle ingenti donazioni private raccolte tramite la Fondazione Nuovo Ospedale Alba Bra Onlus e la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, riteniamo che la Regione debba garantire che il nuovo nosocomio eroghi prestazioni sanitarie di alto livello all’intero territorio e che nelle aree periferiche non vengano meno i servizi di base per garantire la salute e il benessere della cittadinanza.

Sotto un profilo più squisitamente politico, chiediamo quali prospettive si profilino per la sanità del nostro territorio, sia per quanto concerne l’organizzazione generale delle Asl, sia per quanto attiene alla valorizzazione del nuovo ospedale nel quale la Regione stessa ha profuso ingenti finanziamenti. Il nodo del personale è in questi giorni particolarmente cogente, poiché ci si aspetta che nuove professionalità afferiscano alla struttura e non che se ne distacchino.

Sarebbe particolarmente arduo da comprendere un depotenziamento – da alcuni paventato – di un ospedale nuovo, proprio ora che dopo un iter lungo vent’anni viene terminato ed arricchito da attrezzature e dotazioni di alto livello e per questo paragonabile a realtà d’avanguardia internazionale.

 

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