APPRENDISTATO STAGIONALE NEI PUBBLICI ESERCIZI

Quella dell’apprendistato stagionale è una forma contrattuale di cui il legislatore ha delineato i tratti essenziali, demandando la definizione dei dettagli applicativi alla contrattazione collettiva, con specifico rifermento a quei settori di attività contraddistinti da picchi stagionali.
Si tratta della possibilità di impiegare l’apprendista soltanto per alcuni mesi e di completare il percorso formativo negli anni successivi, procedendo con la sommatoria di periodi di lavoro dislocati entro un arco temporale che può diventare anche molto lungo.

Apprendistato e cicli stagionali
Con il Testo Unico sull’apprendistato (D.Lgs. n. 167/2011), pur affermando il principio generale secondo cui l’apprendistato è un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, il legislatore ha riconosciuto un’eccezione per i datori di lavoro che svolgono la propria attività in cicli stagionali: per queste aziende, la riforma sancisce espressamente la possibilità di assumere apprendisti con contratti a termine, secondo le condizioni previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro.

Datori di lavoro stagionali
La norma esposta sul Testo Unico si rivolge ai “datori di lavoro” che svolgono la propria attività in cicli stagionali, superando dunque il riferimento normativo che in precedenza limitava il campo di applicazione alle sole “imprese”: il campo di applicazione dell’istituto si estende dunque a tutti i datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori.
Possono essere considerati datori di lavoro stagionale tutte le aziende, imprenditori e non, che:
• abbiano, nell’anno solare, un periodo di chiusura al pubblico superiore ai 70 giorni continuativi o 120 giorni non continuativi;
• non soddisfino tale requisito:
– per motivi contingenti, ad esempio in ragione di favorevoli condizioni di mercato;
– in forma strutturale, connessa allo svolgimento di una attività pur sempre stagionale ma lungo un ciclo più ampio di quello tassativamente previsto dalla legge.
È stato infatti ribadito dal Consiglio di Stato che, durante i periodi di non apertura al pubblico, “potrebbero tuttavia svolgersi attività preparatorie o comunque connesse alle attività da svolgere.

Attività stagionali
Viene ampliato il riferimento alle ragioni di stagionalità che non si riferiscono più unicamente alle attività svolte in seno ad aziende considerate tipicamente stagionali, ma a specifiche e reali esigenze di carattere stagionale che possono presentarsi anche su aziende ad apertura annuale, ma che comunque si trovino ad operare in un mercato stagionale e siano dunque fortemente condizionate dalle fluttuazioni stagionali della domanda, quali ad esempio:
• piccole aziende che di norma operano avvalendosi in prevalenza della collaborazione dei soci e dei coadiuvanti familiari ma che, durante il periodo di intensificazione stagionale dell’attività, si avvalgono anche di collaboratori assunti a tempo determinato;
• aziende di grandi dimensioni costrette ad effettuare periodicamente assunzioni a tempo determinato per far fronte a consistenti variazioni stagionali della domanda;
• aziende che hanno mutato la propria organizzazione dotandosi di personale dipendente assunto a tempo indeterminato, ma che mantengono tuttavia nel mercato stagionale una quota consistente delle proprie attività.

Ruolo della contrattazione collettiva
La contrattazione collettiva che ha disciplinato l’istituto in esame, prevede che l’apprendistato stagionale può essere utilizzato nel rispetto di precisi limiti e condizioni:
• tra la data di prima assunzione e quella di inizio dell’ultimo rapporto non devono passare più di 48 mesi;
• agli apprendisti, che abbiano prestato l’attività per una stagione, spetta il diritto di precedenza nell’assunzione presso la stessa impresa per la stagione successiva. Tale diritto si estingue entro un anno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro e deve essere esercitato per iscritto entro tre mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro;
• nei periodi di lavoro dovrà essere comunque adempiuto l’obbligo di formazione, riproporzionando, in base alla durata del rapporto, il monte ore di formazione previsto in generale per gli apprendisti ordinari;
• si computano, nel periodo di durata massima del contratto, le eventuali prestazioni di breve durata svolte tra una stagione e l’altra.

 

 

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