Associazione Commercianti Albesi e Langhe Experience sono intervenute a seguito della recente sentenza della Corte di Giustizia di Firenze, che ha ridefinito il principio di imprenditorialità nel settore delle locazioni turistiche. Il punto centrale evidenziato dai giudici riguarda la distinzione tra attività non imprenditoriali e attività d’impresa: non è infatti il numero degli immobili posseduti a determinare la natura dell’attività, ma le modalità di gestione. Secondo la Corte, elementi come l’elevato numero di prenotazioni, la presenza sulle principali piattaforme online, l’entità degli introiti e l’assenza di altri redditi possono rappresentare indicatori chiari di imprenditorialità. Il rischio è che molte attività svolte in modo continuativo vengano trattate come semplici locazioni occasionali, pur avendo una gestione di fatto professionale, creando squilibri nel mercato.
«Questa sentenza – dice Elena Costa, responsabile del settore Amministrativo di ACA -, non contrasta soltanto l’abusivismo, ma mira alla tutela di un comparto molto ampio ossia quello delle strutture ricettive sia alberghiere che extralberghiere che sono soggette a una serie di obblighi e adempimenti importanti, costosi e seri difficili da ottenere perché mirano ad un rispetto totale delle regole nonché ad una tassazione più imponente. Per questo sposiamo in pieno l’indirizzo della Corte di giustizia di Firenze in quanto spesso le locazioni turistiche non sono più quelle abitazioni sfitte che una famiglia reimpiega per una locazione saltuaria e occasionale, ma sono diventate delle vere e proprie imprese. Basti pensare al numero elevato e costante di ospiti accolti, la presenza su molti canali alla stregua degli alberghi, e anche alla fornitura di servizi che però sono del tutto abusivi. Per non parlare poi di introiti importanti in assenza anche di ulteriori redditi imponibili».
«Chi opera in modo imprenditoriale – aggiunge Elena Costa – deve mettere in regola. Per questo auspichiamo che ci siano controlli e sanzioni per chi tenta di eludere il sistema e le norme; certo sarebbe opportuno se il legislatore, a livello nazionale e regionale facesse chiarezza su tutti questi aspetti sarebbe meglio ed è per questo che in attesa di ulteriori pronunciamenti ci facciamo promotori di un coordinamento che con gli enti locali monitori la situazione».
Il tema assume particolare rilevanza in un territorio come quello di Alba, Langhe e Roero, che negli anni ha costruito un sistema turistico solido e riconosciuto. I numeri confermano una crescita significativa: nel 2019 le locazioni turistiche censite erano poco meno di 300, con circa 1.300 posti letto; nel 2025 hanno superato le 1.500 unità, per oltre 7.000 posti letto.
«Questo sviluppo – sottolinea Chiara Bergadano, responsabile Marketing Langhe Experience e Associazione Ristoratori e Albergatori Albesi –, si è sicuramente inserito nello sviluppo di crescita dell’ospitalità del territorio. Questo andamento evidenzia come il fenomeno sia oggi diffuso e in evoluzione, e richieda quindi una maggiore attenzione in termini di regolazione e gestione».
«Come Langhe Experience rappresentiamo e promuoviamo i professionisti del settore: operatori che hanno scelto l’accoglienza come mestiere, che ogni giorno ospitano persone provenienti da tutto il mondo e che, con competenza, esperienza e formazione, lavorano per rendere questo territorio non solo una destinazione, ma un’esperienza da vivere. Negli anni abbiamo investito molto nella formazione degli operatori e oggi vediamo un comparto sempre più preparato, consapevole e orientato alla qualità. Questo percorso ha contribuito in modo determinante alla crescita della reputazione internazionale del nostro territorio e delle colline Unesco. Si è creato un sistema virtuoso, fatto di imprese che investono, che creano occupazione, che offrono servizi e che costruiscono valore per tutto il territorio. Questo tipo di accoglienza – professionale, strutturata e qualificata- riteniamo debba essere riconosciuto, premiato e tutelato».
Le associazioni chiedono una maggiore tutela del comparto turistico professionale, sottolineando la necessità di fare rete con i Comuni per salvaguardare il territorio, sostenere le imprese del settore e contrastare le situazioni di abusivismo.

