Giuliano Viglione: “Se la demografia d’impresa ci svela il valore dei centri storici e della loro bellezza”

Confcommercio Imprese per l’Italia ha diffuso nei giorni scorsi i dati relativi alle chiusure dei piccoli esercizi commerciali nel nostro Paese. Nel decennio 2012-2022 sono 100mila le serrande che si sono abbassate definitivamente, soprattutto nei centri storici delle città, ma anche nei centri di minori dimensioni.

Lo studio “Demografia d’impresa nelle città italiane” fotografa lo stato di salute del comparto, evidenziando come il “nuovo commercio” sia figlio dei tempi e non soltanto delle varie crisi – economica e pandemica in primis – vissute nell’ultimo decennio. Se infatti cala il numero dei negozi tradizionali (ad esempio di giocattoli, libri, mobili, abbigliamento) aumentano alberghi, bar e ristoranti e negozi di computer e telefonia e di servizi in generale. Il presidente nazionale Sangalli lancia l’allarme, parlando di desertificazione commerciale come elemento critico non solo per l’economia, ma per l’intera società, perché il venir meno del presidio-negozio significa la diminuzione della vivibilità di quartieri e paesi, meno servizi ed una sicurezza che si riduce.

Quali i rimedi? Da tempo come Associazione Commercianti Albesi sosteniamo – e lo studio Confcommercio ci conforta – che l’innovazione può essere una chiave di volta verso il futuro del commercio. Quella che viene definita omnicanalità, cioè la veicolazione dei prodotti in vendita attraverso canali diversificati, deve contemplare necessariamente la componente online, che difficilmente può contrastare il fenomeno innescato dai grandi colossi del web, ma potrà integrare l’offerta e la modalità di vendita anche dei piccoli e medi negozi. In molti si sono già attivati per incontrare adeguatamente la domanda contemporanea. Urge però un altro intervento, quello delle istituzioni locali. Le amministrazioni comunali devono sostenere un programma di recupero urbano per la valorizzazione dei luoghi del commercio: vie e piazze necessitano di un’attenzione nuova, di una visione di futuro, per esercitare sul pubblico quell’attrazione necessaria garantita dalla bellezza degli scorci, dalla pulizia e dal decoro, il cui esito presso la clientela, sia locale sia turistica, si è sempre rivelato vincente.

Oggi vi è una nuova importantissima opportunità, vale a dire il PNRR, nelle cui pieghe si trovano risorse inedite utilizzabili anche a questo scopo. L’invito alle municipalità è a non perdere questa opportunità.

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