Via libera da Roma al finanziamento di 20 milioni di euro per il terzo ponte sul Tanaro. La bella notizia è di mercoledì 2 febbraio, quando il CIPE (Comitato Interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) ha sancito il finanziamento di 20 milioni di euro per il terzo ponte sul Tanaro di Alba.
Le risorse fanno parte di una partita complessiva più ampia – 135 milioni di euro finanziati attraverso il Fondo Coesione e Sviluppo – che saranno destinati a quattro infrastrutture piemontesi. Il risultato è stato raggiunto attraverso i numerosi incontri tra la Regione e gli uffici del Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale Mara Carfagna e del Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili Enrico Giovannini.
Era stato lo stesso Ministro Carfagna, intervenendo ad Alba in occasione dell’inaugurazione della 91ª Fiera internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, ad annunciare che il Governo stava lavorando per finanziare le infrastrutture che non erano rientrate nel Pnrr.
Si tratta di un importante risultato per Alba e per il territorio, dopo le rassicurazioni giunte nei giorni scorsi sull’accelerazione del completamento del tronco b del lotto 2.6 dell’Asti-Cuneo. I 20 milioni di euro bloccati dal CIPE vanno ad aggiungersi ai 12 milioni dei fondi Crosetto recuperati nei mesi scorsi per sostenere la realizzazione dell’opera.
Intanto, il Comune di Alba sta lavorando non solo per realizzare il terzo ponte sul fiume Tanaro, ma per creare una nuova tangenziale che collegherà il ponte a corso Cortemilia bypassando il centro città.
IL NODO URBANISTICO
Proprio l’arteria di collegamento tra la rotonda di viale Cherasca (cui approda il terzo ponte in riva destra del Tanaro) e corso Cortemilia rappresenta una delle scommesse più sfidanti per la città di Alba, che una volta realizzato il nuovo ponte dovrà individuare la viabilità atta a sgravare il centro storico dal traffico in direzione Alta Langa.
Questo significa che, per bypassare lo snodo di piazza Ferrero – cui le auto sarebbero costrette ad accedere tramite via Liberazione-piazza San Paolo – va costruita una bretella pedecollinare in area sud-est di raccordo con corso Cortemilia, in uscita dal quartiere Moretta direzione Ricca d’Alba.
Nel piano regolatore generale della Città di Alba figurano i varchi per consentire la realizzazione dell’opera, che però è stata inizialmente concepita nella prospettiva di trasferimento dell’area Vestebene in corso Asti, dove ora gli ex stabilimenti sono stati occupati da altra azienda. Non essendo chiaro se la Vestebene si ricollocherà, sarà compito dei tecnici urbanisti individuare un tracciato praticabile, arduo da immaginare poiché, negli anni, l’urbanizzazione dell’area è stata intensa ed oggi gli spazi liberi – salvo considerare come sormontabile l’alveo del Cherasca – sono esigui e incasellati tra gli edifici residenziali.
L’auspicio, per una città più vivibile, è quello che si addivenga quanto prima ad una soluzione efficace che consenta anche la prosecuzione della variante fino a corso Cortemilia. È intuibile la scarsa utilità di un’arteria che, dopo aver scavalcato il Tanaro, si arenasse ai margini di corso Langhe (via Rio Misureto). Solo se il traffico potrà essere convogliato su corso Cortemilia, si potrà considerare un’opera davvero utile. Non lo sarebbe di certo se riversasse nuovo traffico all’ombra del Santuario.

