ASTI-CUNEO: il ministro Delrio ha scelto il tracciato fuori terra

Il titolare delle Infrastrutture: «Soluzione che rende possibili le opere di compensazione»

E' la terza ipotesi progettuale quella che il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ha indicato come percorribile per il completamento dell'autostrada Asti-Cuneo. Lo ha detto chiaramente rispondendo all'interrogazione dell'on. Mariano Rabino durante il question time alla Camera dei Deputati il 18 gennaio scorso: escluse le soluzioni che prevedono il tunnel nella collina di Verduno per la realizzazione del lotto 2.6, sia a due canne (costo 679 milioni di euro) sia a una sola canna (costo 533 milioni di euro).

ADDIO AL TUNNEL
Meglio – secondo il Ministero - realizzare un tratto di autostrada esterno alla collina, che colleghi il troncone monco di Cherasco alla tangenziale albese: costo 310 milioni di euro, conclusione stimata entro il terzo trimestre 2020 (ma dipende da quando aprirebbe il cantiere). L'Associazione Commercianti Albesi, quale soggetto coordinatore del Tavolo delle Autonomie (73 sindaci e 12 soggetti privati rappresentativi del territorio) nei giorni scorsi aveva sollecitato il ministro Delrio a mantenere gli impegni presi, recarsi sul territorio e presentare le ipotesi progettuali, per quanto i rumors già anticipassero come l'opzione preferita dal governo fosse quella meno costosa. Si profila dunque la realizzazione di un tracciato che abbandona la perforazione della collina – già condizionata dal sito dell'ospedale - , ma a questo punto ricomprende quelle opere di compensazione che di fronte all'abnorme spesa per la galleria sarebbero con ogni probabilità venute meno. Invece rieccole, nella testuale dichiarazione del ministro: «Risparmiando soldi sull'esecuzione dell'opera si ha anche più garanzia che le opere di compensazione dei Comuni potranno realmente essere eseguite».

TERZO PONTE E SP7 PER COMPENSARE
Eravamo rimasti a circa 120 milioni di finanziamenti destinati all'adeguamento della tangenziale di Alba al traffico autostradale (il lotto 2.5 che inizialmente prevedeva il tunnel sotto il Tanaro è praticamente “scomparso”), la sistemazione della provinciale 7 Roddi-Pollenzo, la realizzazione della viabilità di accesso all'ospedale di Verduno e la costruzione del terzo ponte (posto che sulla reale disponibilità dei famosi “fondi Crosetto” nessuno è riuscito a dare certezze.

LE VARIANTI EST E OVEST
La cosiddetta “variante Est” o pedecollinare, che vedrebbe realizzare nel terzo ponte sul Tanaro la sua principale premessa, è un progetto di difficile realizzazione. Occorrerà certamente trovare nuove soluzioni, poiché quella attualmente prevista dal Piano regolatore viene di fatto ostacolata dal mancato trasferimento in corso Asti del complesso Vestebene di via S. Barbara, sulla riva sinistra del Cherasca. Il tracciato ideale dovrebbe infatti condurre dal terzo ponte lungo la collina fino a corso Cortemilia. Se la strada dovesse invece fermarsi all’altezza di via Liberazione, ecco che il traffico si riverserebbe in piazza San Paolo e poi in piazza Savona, peggiorando di fatto i problemi della città. Non figura tra le opere di compensazione dell'Asti-Cuneo e avrebbe certamente costi assai più ingenti, ma ciò che davvero decongestionerebbe Alba favorendo inoltre l’utenza delle valli Belbo e Bormida verso l’ospedale di Verduno, sarebbe la tangenziale Ovest, il cui “varco” urbanistico è stato previsto dal Prg nella collina di Santa Rosalia. Se ci fossero margini di trattative con il Ministero, quest’opera andrebbe certamente rispolverata.are certezze). Opere cruciali, che a questo punto il territorio pretende.

 

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